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Nati nel 1990 e nel 1991: come riconoscere i tratti di questa generazione?

Le persone nate nel 1990 e nel 1991 appartengono alle ultime coorti della generazione Y, al confine con la generazione Z.…

Groupe d'amis trentenaires nés dans les années 1990 assis sur des marches urbaines, habillés en tenues décontractées inspirées des années 90, souriant et interagissant naturellement dans un quartier de ville
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Le persone nate nel 1990 e nel 1991 appartengono alle ultime coorti della generazione Y, al confine con la generazione Z. Questa posizione di passaggio dà origine a un profilo sociologico distinto, spesso diluito nei ritratti troppo generici dei millennial. I tratti distintivi di questa micro-coorte dipendono meno da caratteristiche della personalità che da uno specifico contesto storico ed economico, condiviso nella stessa fase della vita.

Effetto di coorte ed effetto di periodo: perché l’anno di nascita non basta

I confini generazionali variano a seconda dei modelli teorici. Alcuni collocano la fine della generazione Y a metà degli anni Novanta, altri già nel 1995. I nati nel 1990-1991 rientrano in tutte le classificazioni, ma una differenza osservata può dipendere dall’età, dal periodo storico o dalla coorte. La ricerca in psicologia distingue questi tre effetti e confonderli significa attribuire a una generazione ciò che dipende da una congiuntura specifica.

In concreto, una persona nata nel 1990 che entra nel mercato del lavoro intorno al 2012-2013 vive una realtà diversa da quella di un millennial nato nel 1982 e assunto prima della crisi finanziaria. L’esposizione a una fase di contrazione economica all’inizio della carriera può lasciare effetti duraturi sui comportamenti professionali, senza che questi siano una caratteristica intrinseca della coorte.

Per descrivere la generazione dei nati nel 1990 e nel 1991, occorre quindi incrociare l’anno di nascita con il momento preciso in cui alcuni eventi li hanno coinvolti: l’ingresso alle scuole medie, l’arrivo del primo smartphone, il primo lavoro.

Donna trentenne della generazione 1990 che lavora al computer portatile in un accogliente caffè indipendente, circondata da libri e da una tazza di caffè, in un’autentica atmosfera millennial

Il percorso professionale dei trentenni nati nel 1990-1991 in Francia

Il momento in cui si entra nel mondo del lavoro è un indicatore più affidabile dell’etichetta generazionale. I nati nel 1990-1991 hanno terminato gli studi superiori (se li hanno intrapresi) tra il 2012 e il 2016, in un periodo in cui il mercato del lavoro francese era ancora difficile.

Titolo di studio e percorso lavorativo

I percorsi lavorativi variano notevolmente in base al livello di istruzione. I dati dell’INSEE mostrano differenze significative nell’inserimento professionale a seconda che si esca dal sistema scolastico con un CAP, una laurea triennale o una laurea magistrale. Attribuire a un’intera coorte un comportamento professionale uniforme (predilezione per il lavoro freelance, rifiuto della gerarchia) significa ignorare questa varietà.

Inoltre, il mercato del lavoro francese ha visto diffondersi forme di impiego come l’apprendistato e il regime di microimpresa. Questi cambiamenti strutturali riguardano i trentenni di oggi, ma dipendono da un mutamento del periodo storico, non da una preferenza generazionale.

Il rapporto con il contratto a tempo indeterminato e il lavoro dipendente

Nelle analisi divulgative ricorre spesso l’idea che i millennial rifiutino il contratto a tempo indeterminato. Per i nati nel 1990-1991, la realtà è più sfumata:

  • L’accesso a un contratto a tempo indeterminato è stato ritardato dalla congiuntura economica, allungando di fatto i periodi di lavoro con contratti a tempo determinato e interinale all’inizio della carriera
  • La microimpresa è stata una rete di sicurezza tanto quanto una scelta consapevole, soprattutto nei settori dei servizi e del digitale
  • Nel periodo è aumentato il ricorso all’apprendistato, modificando i percorsi di inserimento professionale senza che ciò indicasse un rifiuto del lavoro dipendente tradizionale

Il rapporto con il digitale: gli ultimi ad adottare le tecnologie analogiche

I nati nel 1990-1991 condividono un tratto distintivo legato al contesto: sono l’ultima coorte ad aver vissuto un’infanzia senza una diffusione capillare di Internet nelle case. Hanno frequentato la scuola primaria senza schermi personali. Hanno avuto accesso al web alle medie o alle superiori, spesso tramite un computer condiviso con la famiglia.

Questa sequenza di adozione li distingue sia dai millennial più grandi (nati negli anni Ottanta, che hanno scoperto Internet all’università o sul posto di lavoro) sia dalla generazione Z, esposta alle interfacce touch fin dalla prima infanzia.

Una transizione digitale vissuta in tempo reale

Dal passaggio dagli SMS agli smartphone, da MSN Messenger ai social network e dai CD allo streaming, questa coorte ha vissuto ogni transizione digitale a un’età in cui poteva coglierne il cambiamento. I nati nel 1990 avevano circa diciassette anni quando gli smartphone si sono diffusi in Francia. Nel giro di pochi anni sono passati dalla cultura del download a quella dell’abbonamento.

Questa esperienza ha prodotto una dimestichezza con il digitale paragonabile a quella dei nativi della generazione Z, ma accompagnata da una memoria degli usi pre-digitali che questi ultimi non hanno. In ambito professionale, ciò si traduce nella capacità di passare senza particolari difficoltà dagli strumenti analogici a quelli digitali.

Uomo trentenne della generazione nata nel 1990 nel suo appartamento, circondato da oggetti culturali emblematici dei millennial, come vinili e poster di concerti

Valori e riferimenti culturali dei nati nel 1990-1991

Gli articoli divulgativi tendono ad attribuire ai millennial un insieme di valori (ricerca di significato, bisogno di feedback, esigenza di flessibilità). Queste attribuzioni si basano raramente su solidi dati longitudinali. È bene essere prudenti: ciò che viene descritto come un tratto generazionale può dipendere dall’età (i trentenni di ogni epoca si interrogano sulla propria carriera) o dal periodo storico (la pandemia ha modificato il rapporto con il lavoro in tutte le fasce d’età).

Ciò che si può stabilire con maggiore certezza è un insieme di riferimenti condivisi:

  • Un’adolescenza segnata dagli attentati dell’11 settembre (avevano dieci o undici anni), un evento fondamentale nel loro rapporto con l’informazione e la geopolitica
  • L’ingresso nell’età adulta in concomitanza con la crisi finanziaria del 2008 e le sue ripercussioni sul mercato del lavoro
  • Una precoce esposizione ai dibattiti sul cambiamento climatico, che influenza la loro visione politica senza necessariamente tradursi in comportamenti omogenei

Il termine “zillennial”, nato per descrivere le persone nate tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta, esprime bene questa posizione intermedia. I nati nel 1990-1991 si riconoscono in parte nei codici dei millennial e in parte in quelli della generazione Z, senza aderire pienamente né all’uno né all’altro gruppo.

Per individuare i tratti di una coorte nata nel 1990-1991 occorre resistere alla tentazione di tracciarne un identikit. Il contesto economico, tecnologico e geopolitico incontrato nei momenti cruciali della vita offre chiavi di lettura più solide degli elenchi di caratteristiche attribuite a una lettera dell’alfabeto. A definire questa microgenerazione non è tanto un temperamento condiviso, quanto una sequenza di eventi vissuti nella stessa fase della vita.

Nati nel 1990 e nel 1991: come riconoscere i tratti di questa generazione?